Nell'immensa e desolata regione dell'Outback australiano, in particolare nella zona del Channel Country nel Queensland, i viaggiatori notturni a volte si imbattono in qualcosa che sfida la fisica: le luci Min Min. Il nome deriva da un antico insediamento e albergo (ora scomparso) dove furono segnalate per la prima volta all'inizio del XX secolo, anche se gli aborigeni le conoscono da millenni.

Le luci Min Min non sono stelle cadenti né fari di altre auto. Sono sfere di luce diffusa, ovali, che possono essere bianche, rosse, verdi o blu. Quello che è inquietante è il loro comportamento: sembrano avere una sorta di intelligenza. Seguono i viaggiatori e se si accelera, la luce accelera per mantenere la distanza. Se ci si ferma, la luce si ferma e fluttua, osservando. A volte si avvicinano tanto da illuminare l'interno del veicolo, rivelando che non c'è alcuna fonte fisica, solo luce pura sospesa nell'aria, per poi scomparire all'improvviso e riapparire a chilometri di distanza.

I miti aborigeni avvertono che non si deve mai inseguire una luce Min Min. Se lo si fa, si verrà condotti fuori strada, verso burroni, buche o il deserto profondo, e non si saprà più nulla di sé. Si crede che siano spiriti di antenati che non riposano. La scienza ha cercato di spiegarle come miraggi di 'Fata Morgana' (inversione termica) che riflettono luci lontane oltre l'orizzonte, o combustione di gas di palude e insetti bioluminescenti. Tuttavia, nessuna teoria spiega la sensazione di essere seguiti. La Luce Min Min è l'occhio del deserto, una presenza che trasforma la solitudine assoluta dell'Outback in un'esperienza di paranoia claustrofobica a cielo aperto.