Nei Llanos Orientali, il vento porta con sé una melodia mortale, il fischio del Silbón. La leggenda racconta la storia di un giovane viziato e violento che, in un attacco di furore, uccise suo padre e gli strappò le viscere per darle a sua madre da cucinare.

Il Silbón è descritto come un gigante di proporzioni sproporzionate, estremamente magro, che si erge al di sopra delle cime degli alberi. Indossa un cappello di paglia e porta un sacco vecchio sulla schiena dove risuonano, con un rumore macabro, le ossa di suo padre. Il suo fischio è caratteristico e segue la scala musicale: do, re, mi, fa, sol, la, si... aumentando di tono fino a diventare insopportabile.

Il Silbón è il terrore degli ubriachi e dei donnaioli. Si dice che si sieda sulla porta delle case a contare le ossa del suo sacco. Se qualcuno lo sente contare e non dice nulla, un membro della famiglia morirà all'alba. Se lo si sente, bisogna usare la frusta, il cane o il peperoncino per scacciarlo, ricordando la sua punizione originale.