Nelle Ande peruviane, specialmente nelle regioni di Ayacucho, Apurímac e Huancavelica, il tabù sociale più forte prende la forma di una bestia: la Jarjacha (o Qarqacha). Questa creatura non è un demone esterno, ma il prodotto mostruoso del peccato umano, specificamente dell'incesto.
La Jarjacha viene solitamente descritta come una llama o un'alpaca deforme, a volte con due o tre teste, o con tratti umanoidi grotteschi. Il suo nome è onomatopeico, derivato dal suono terrificante che emette: '¡Jar-jar-jar!'. Questo grido riecheggia nelle gole andine, gelando il sangue dei comuneros.
La criatura ha la capacità di ipnotizzare chi la guarda negli occhi e si dice che sputi saliva che può far marcire la carne o far impazzire la gente. La sua apparizione non è solo un problema sovrannaturale, ma uno scandalo pubblico.
Quando si sentono i gridi della bestia, i coraggiosi del paese si organizzano in squadre di caccia armate di corde di lana di llama, crocifissi e armi. L'obiettivo non è uccidere la bestia, ma catturarla per vedere chi è. Si crede che se si ferisce la Jarjacha, il giorno dopo il peccatore apparirà con la stessa ferita nella sua forma umana, rivelando il suo crimine alla comunità.

