Il Phi Krasue è una creatura che di giorno si presenta come una donna normale, spesso giovane e bella, che vive nel villaggio. Tuttavia, il suo comportamento è strano: evita il contatto visivo, sembra essere sempre stanca e si pulisce ossessivamente la bocca.

La trasformazione avviene di notte, quando la testa si separa dal collo e trascina con sé una massa di organi interni, come il cuore, lo stomaco e gli intestini, che pendono sotto di lei. Questa massa viscerale fluttua nell'aria, emettendo un bagliore luminoso (rosso o verde) come un fuoco fatuo.

La Krasue vaga per i campi e i villaggi con una fame insaziabile, cercando sangue, feci, carogne o placente. La sua preda preferita sono le donne incinte o quelle che hanno appena partorito. La creatura utilizza una lingua lunga e tubolare per succhiare il sangue e i fluidi dell'utero.

Per proteggersi, gli abitanti del sud-est asiatico solivano circondare le loro case con rami spinosi. La logica è brutalmente semplice: se la Krasue tenta di entrare, i suoi intestini pendenti si impigliano nelle spine, causandole un dolore insopportabile o intrappolandola fino all'alba, che la ucciderebbe.

La maledizione della Krasue si trasmette attraverso la saliva (condividendendo cibo o bevande) e di solito è associata a donne che hanno praticato la magia nera fallita o commesso peccati gravi. Antropologicamente, il mito rafforza norme di igiene severe e tabù sui fluidi corporei, trasformando la malattia e la sporcizia in un mostro letterale che brilla nell'oscurità.