A Bangkok, lungo il canale Phra Khanong, si trova un santuario sempre pieno di fiori, abiti di seta e giocattoli. Non è dedicato a una dea celeste, ma al fantasma più amato e temuto della Tailandia: Mae Nak (Madre Nak). La sua storia è la tragedia romantica definitiva del folclore asiatico, una narrazione che sfida l'idea occidentale che i fantasmi cerchino solo vendetta.
La leggenda, ambientata a metà del XIX secolo durante il regno del Re Mongkut, racconta la storia di Nak, una giovane donna incinta del suo primo figlio. Suo marito, Mak, fu reclutato forzatamente per combattere in una guerra di confine, lasciandola sola. Durante la sua assenza, Nak morì di parto, insieme al suo bambino. Tuttavia, il suo amore per Mak era così forte che il suo spirito si rifiutò di andare oltre.
Mae Nak e Mak vissero insieme per settimane, fino a quando la verità non fu rivelata in un momento domestico e spaventoso. Nak usò i suoi poteri sovrannaturali per tenere lontani i vicini che cercavano di avvertire Mak che stava vivendo con un cadavere. La furia di Nak quando Mak la lasciò devastò il distretto, fino a quando un potente monaco non riuscì a confinare il suo spirito in un osso della sua fronte.
Oggi, il santuario di Mae Nak è un luogo di pellegrinaggio reale. La gente prega per evitare il servizio militare e per avere parti sicuri. Mae Nak non è un mostro, ma il simbolo dell'attaccamento (Upadana) buddista portato all'estremo, un promemoria che l'amore, quando non accetta l'impermanenza, può diventare una prigione terrificante.
