Il 'boto' è il delfino rosa dell'Amazzoni, un animale intelligente e curioso che interagisce con i pescatori. Ma nell'immaginario caboclo (mestizo), il boto è molto più di un animale; è un essere magico, un metamorfo e l'amante definitivo.

La leggenda racconta che, durante le notti di festa, specialmente nelle celebrazioni di San Giovanni (Festas Juninas), quando la musica di forró inonda l'aria e la cachaça corre libera, il boto esce dall'acqua. Si arrasta fino alla riva e si trasforma in un uomo umano. Ma non in un uomo qualsiasi. Si trasforma in un galante irresistibile: alto, forte, di pelle bianca (come la pancia rosa del delfino) e di un'eleganza magnetica.

Il boto è astuto e incantatore. Arriva ai balli e sceglie la donna più bella della festa, generalmente una giovane vergine o una donna solitaria. Le sue doti di seduzione sono sovrannaturali. Balla come nessuno, sussurra parole che ubriacano più dell'alcol e guarda con occhi che promettono un mondo di piacere subacqueo.

La conseguenza di questo incontro è, invariabilmente, una gravidanza. Nella cultura amazzonica tradizionale, quando una ragazza giovane rimaneva incinta senza padre conosciuto, o dopo un'avventura fugace, si diceva: 'È stato il boto'. 'Figlio di boto' è un'espressione comune nella regione per riferirsi ai bambini di padre sconosciuto.

Il Boto Incantato personifica il mistero e la seduzione del fiume Amazzoni. Il fiume dà la vita con i suoi pesci, ma può anche rubarla o cambiarla. È una forza indomabile, attraente e pericolosa, capace di prendere forma umana per mescolarsi con noi e ricordarci che, nella selva, la magia è così reale come l'acqua che scorre.