Point Pleasant, in Virginia Occidentale, non sembra il set di un film horror. È un piccolo paese industriale, attraversato dal fiume Ohio, dove la vita scorre con la lentezza tipica degli Appalachi. Tuttavia, tra novembre 1966 e dicembre 1967, questo punto geografico divenne l'epicentro di uno dei fenomeni paranormali più complessi e documentati della storia moderna: l'apparizione del Mothman.

Tutto iniziò nella zona conosciuta come 'TNT Area', un vecchio deposito di esplosivi della Seconda Guerra Mondiale, abbandonato e circondato da boschi densi e bunker di cemento seminterrati. La notte del 15 novembre 1966, due coppie di giovani, i Scarberry e i Mallette, stavano guidando in quella zona quando videro qualcosa che sfidava ogni logica zoologica.

Il Mothman fu visto da oltre cento persone rispettabili: pompieri, agricoltori, piloti. Sempre appariva di notte, sempre con quegli occhi rossi ipnotici. Ma il fenomeno non veniva solo. Il giornalista John Keel, che arrivò a indagare, documentò un'onda di stranezza che avvolgeva il paese.

La gente sentiva una sensazione costante di 'doom' (perdizione imminente), un'ansia collettiva senza nome. Keel e altri iniziarono a sospettare che il Mothman non fosse un animale, ma un'entità ultraterrestre o interdimensionale, e che la sua presenza fosse un presagio. Una advertenza. Ma di cosa?

La risposta arrivò nel modo più tragico possibile il pomeriggio del 15 dicembre 1967. Il Silver Bridge, un ponte sospeso che collegava Point Pleasant con l'Ohio, era intasato di traffico natalizio. Improvvisamente, con un suono metallico che si sentì a chilometri, il ponte crollò in pochi secondi, trascinando decine di veicoli nelle acque gelide del fiume Ohio. Morirono 46 persone.