Lo si descrive come un ometto di statura molto bassa, quasi un nano, che veste invariabilmente di nero (o grigio scuro). Indossa stivali di vernice lucidissimi con speroni d'argento o d'oro, una spessa cintura con una fibbia brillante e, soprattutto, un cappello a tesa larga, gigantesco, sproporzionato per la sua statura, che gli copre quasi tutto il corpo e gli nasconde il volto. Da qui il suo nome. È sempre accompagnato da quattro muli neri e porta una chitarra di madreperla o d'argento che emette una melodia celestiale, più dolce di qualsiasi musica umana.
Il Sombrerón è uno spirito errante che si ossessiona con le giovani donne dai capelli lunghi e dagli occhi grandi. Quando sceglie una vittima, non l'attacca fisicamente; inizia un corteggiamento soprannaturale. Appare di notte sotto la sua finestra, legando i suoi muli alla recinzione, e inizia a suonare la chitarra e a cantare serenate con una voce ipnotica. Le canzoni sono versi antichi, strofe d'amore e dolore che stregano la ragazza, impedendole di dormire o mangiare. La giovane entra in uno stato di languore, pensando solo alla musica e all'uomo dal cappello.
Ma il segno distintivo del Sombrerón, la sua firma di terrore, appare quando riesce a entrare nella stanza (poiché può attraversare le pareti o rendersi invisibile). Mentre la giovane dorme o è in trance, il Sombrerón le intreccia i capelli. Fa treccine piccolissime, strette e complesse, impossibili da sciogliere, che spesso odorano di terra o di fiori di cimitero. Intreccia anche le criniere dei cavalli e le code dei cani della casa, lasciandoli nervosi e stremati.
La vittima del Sombrerón si consuma. Smette di mangiare perché il cibo le sa di terra (si dice che il Sombrerón le getti invisibilmente della terra nel piatto). La giovane muore lentamente di tristezza e debolezza, intrappolata nell'incantesimo d'amore dello spettro. Il Sombrerón non vuole ucciderla per odio, ma portarla con sé nella sua dimensione affinché lo ascolti cantare eternamente.
Per salvare una donna 'conquistata' dal Sombrerón, la cura è drastica: bisogna tagliarle i capelli. Rasandola, il Sombrerón perde interesse, poiché i capelli lunghi sono il suo feticcio e la sua connessione magica. Si dice che lo spettro pianga e urli maledizioni quando vede la sua amata senza capelli, e alla fine se ne va a cercare un'altra vittima. Antropologicamente, il Sombrerón è un avvertimento sui pericoli del romanticismo prematuro e dell'ossessione. In una società conservatrice, rappresentava la paura che uno sconosciuto (un musicista, un bohémien) seducesse le figlie con 'belle parole' e le allontanasse dal loro dovere e dalla loro salute. È il fantasma della serenata eterna, ricordandoci che l'amore, quando diventa ossessione, è mortale quanto qualsiasi malattia.