Mentre molte leggende marine sono oscure e spaventose, la figura di La Pincoya si distingue per la sua bellezza e la sua funzione vitale come regolatrice dell'ecologia di Chiloé. Ella è l'incarnazione della fecondità del mare, una dea locale con capelli biondi come l'oro (o a volte scuri come il huiro) e una bellezza che abbaglia gli uomini di mare.

La Pincoya realizza una danza rituale sulla riva. La direzione del suo sguardo durante questo ballo è una sentenza per i pescatori. Se balla guardando verso il mare aperto, è segno di gioia: i pesci e i frutti di mare abbondano, la pesca sarà miracolosa e le reti torneranno piene. Ma se balla dandole le spalle all'oceano, guardando verso la costa o le colline, è un presagio di scarsità: i pesci se ne andranno, le maree rosse verranno e la fame minaccerà i popoli.

Il fascino di questo mito è il suo carattere morale ed ecologico. La Pincoya non distribuisce la ricchezza a caso. Si dice che favorisca i luoghi dove la gente è allegra, solidale e, soprattutto, dove non si depredano le risorse. Se una spiaggia è sovrasfruttata e i pescatori pescano più di quanto necessitino per avarizia, La Pincoya si offende, si ritira e si porta via con sé l'abbondanza in un'altra spiaggia più meritevole.