Il Teke Teke rappresenta l'orrore viscerale per l'incidente e la vita urbana disumanizzata, ed è uno degli 'onryō' (spiriti vendicativi) più aggressivi del folclore moderno. La leggenda racconta la storia di una giovane donna che cadde sulle rotaie del treno, a causa di un incidente, un suicidio o un'aggressione. Il treno le passò sopra, tagliandole il corpo all'altezza della vita.

Ora, trasformata in uno spirito pieno di rabbia cieca, vaga per le notti in cerca di qualcuno da condividere il suo destino. Senza gambe, si sposta strisciando con le mani e i gomiti a una velocità sovrannaturale. Il nome 'Teke Teke' è un'onomatopea macabra del suono che fanno le sue unghie o i gomiti mentre corre: *teke-teke-teke*. Si dice che possa raggiungere anche le auto in movimento.

L'incontro con il Teke Teke è quasi sempre fatale. Non negozia; taglia a metà le sue vittime con una falce o con le sue stesse mani, rubando loro le gambe che lei ha perso. Questa leggenda urbana riflette la brutalità della infrastruttura moderna (il treno come simbolo di progresso e morte) e la solitudine dell'individuo nella grande metropoli. Serve anche come un avvertimento crudele: non rimanere fuori tardi, non camminare vicino alle rotaie e non ignorare il dolore altrui, poiché il rancore dei dimenticati può tornare per riscuotere il debito.